Il surf è lo sport più puro al mondo. Non conosce età, né sesso, né ceti sociali. Non ha fazioni, né barriere. Esiste solo una tavola — semplice, essenziale — che diventa prolungamento del corpo, ponte tra l’essere umano e l’elemento primordiale: l’acqua.

Il corpo stesso è fatto d’acqua. Due atomi di idrogeno, uno di ossigeno: H₂O. Una formula che ci compone per oltre il 90%. Le onde, figlie dello stesso elemento, ci riconoscono. Ci accolgono. Ci spingono con la loro energia su un frammento di legno, o su materiali moderni, ma sempre con lo stesso scopo: farci godere.

E in quel momento che il corpo rilascia endorfine, adrenalina, e un senso di benessere che accomuna tutti gli esseri viventi. Non c’è nulla di più naturale, di più bello, che stare immersi nell’acqua — salata o dolce che sia — e lasciarsi trasportare.

Il surf non è solo sport. È rito, è danza, è ascolto. È il respiro del mare che si fonde con il nostro. È il gioco eterno tra gravità e leggerezza. E per questo, continuerà a essere — e a rimanere — lo sport più popolare al mondo. Non solo per numeri, ma per verità.

Guardate ora le espressioni di questi ragazzi. Osservate i loro volti, segnati dalla gioia. Per vivere pochi metri quadrati di libertà, per giocare con le onde, affrontano sacrifici, viaggi, attese. Arrivano da tutta Italia, portando con sé sogni, tavole e sorrisi.

Buona visione.

Testo e foto a cura di Gianluca Ciffolilli

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