Vai al contenuto

La Chiusura dell’Estate a Le Vele. Vasto

Tra il Fosso Marino e il rimessaggio Le Vele, la spiaggia di Vasto ha salutato l’estate con la naturalezza di chi il mare lo vive ogni giorno, senza etichette. Qui non esistono “discipline”: esiste il vento, e tutto ciò che nasce dal vento. Derive, catamarani, kite, windsurf, wing, foil, SUP… ognuno con la propria storia, ma tutti con lo stesso orizzonte.

È una comunità che ricorda gli anni ’70 e ’80, quando la spiaggia era libertà pura: si scendeva quando il mare chiamava, ci si aiutava senza pensarci, si condivideva tutto attrezzatura, sorrisi, tempo. Quello spirito non è mai andato via. È rimasto qui, tra la sabbia e il fosso, tra una vela che si alza e un’ala che prende forma.

In coincidenza con la festa di San Michele, la chiusura dell’estate è diventata un piccolo rito collettivo: una gara amatoriale, leggera come il vento di fine settembre, con classifiche e premi del territorio ventricina, salami, formaggi consegnati e poi mangiati subito, lì sulla sabbia, senza formalità. Una porchetta condivisa, birra fresca, e il mare che intanto cambiava colore.

Non era un evento sportivo. Era un modo di stare insieme. Una celebrazione del mare come casa, del vento come compagno, della spiaggia come luogo dove si torna sempre.

E mentre il sole scendeva dietro la collina, l’estate si chiudeva così: con vele arancioni, tavole bagnate, mani unte di ventricina e risate che il vento portava via. Ma non troppo lontano.rimessaggio Le Vele, la spiaggia di Vasto ha salutato l’estate con la naturalezza di chi il mare lo vive ogni giorno, senza etichette. Qui non esistono “discipline”: esiste il vento, e tutto ciò che nasce dal vento. Derive, catamarani, kite, windsurf, wing, foil, SUP… ognuno con la propria storia, ma tutti con lo stesso orizzonte.

È una comunità che ricorda gli anni ’70 e ’80, quando la spiaggia era libertà pura: si scendeva quando il mare chiamava, ci si aiutava senza pensarci, si condivideva tutto attrezzatura, sorrisi, tempo. Quello spirito non è mai andato via. È rimasto qui, tra la sabbia e il fosso, tra una vela che si alza e un’ala che prende forma.

In coincidenza con la festa di San Michele, la chiusura dell’estate è diventata un piccolo rito collettivo: una gara amatoriale, leggera come il vento di fine settembre, con classifiche e premi del territorio ventricina, salami, formaggi consegnati e poi mangiati subito, lì sulla sabbia, senza formalità. Una porchetta condivisa, birra fresca, e il mare che intanto cambiava colore.

Non era un evento sportivo. Era un modo di stare insieme. Una celebrazione del mare come casa, del vento come compagno, della spiaggia come luogo dove si torna sempre.

Report by Gianluca Ciffolilli

Views: 17